Il prof. Claudio Arresta, docente di lettere, ha ricordato la vita del Re inglese che fondò la chiesa anglicana al “Non possumus“ del Papa Clemente VII
Relatore: prof. Claudio Arresta
Il prof. Claudio Arresta, docente di lettere, ha ricordato la vita del Re inglese che fondò la chiesa anglicana al “Non possumus“ del Papa Clemente VII
Relatore: prof. Claudio Arresta
Il prof. Paolo Barresi e il dott. Giuseppe Abbita hanno illustrato egregiamente la storia di quella che fu un’importante città sicula e greca riportata alla luce nel 1955
Relatore: dott. Paolo Barresi e dott. Giuseppe Abbita
L’archeologo Paolo Barresi ha ricostruito la storia di Morgantina dall’età del ferro fino all’età ellenistica.
Con dovizia di particolari ha anche
descritta la vita culturale e sociale
del popolo dei Morgeti soffermandosi sulle loro attività quotidiane, le loro rappresentazioni teatrali, le assemblee e le attività produttive.
Il dott. Giuseppe Abbita ha illustrato i tesori di Morgantina presenti nel Museo di Aidone, la storia del loro ritrovamento, del loro trafugamento e della loro restituzione alla città alla quale appartengono.
Interverrà S.E. Mons. Domenico Mogavero con la Lectio Magistralis ‘L’impegno della Chiesa nella nascita e nello sviluppo dello Stato Italiano’
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Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni,
Platone, nel dialogo La Repubblica, considerava la pace
E ancora Aristofane nella sua celebre commedia Lisistrata
Il filosofo tedesco analizza le condizioni
Nella Prefazione alla Pace Perpetua del 1985 Norberto Bobbio commentava con un
che visse la tragica esperienza delle due Guerre mondiali:
Salvatore Quasimodo prende le
si legge nell’Epitaffio sulla lapide dei martiri dell’Olocausto nucleare di Hiroshima).
Palmiro Togliatti, segretario del PCI, in qualità di Ministro di Grazia e Giustizia, varòIl giorno 7 Novembre scorso il prof. Leonardo Greco ha relazionato alla Libera Università di Trapani. Tema della sua relazione è stata la vicenda dei Vespri siciliani che ha avuto luogo il Lunedi santo del 1282 a Palermo. Titolo della conferenza: “Rebellamentu o congiura organizzata dai baroni siciliani?”. Il relatore dopo avere introdotto l’importanza dell’antico documento da un punto di vista filologico oltre che storico, ha elencato tutte le dominazioni che si sono avvicendate in Sicilia dopo le guerre puniche. Ha poi messo in evidenza la concatenazione che ha favorito la presenza delle varie culture nel territorio siciliano a partire dall’arrivo degli arabi nel 827 d C., invitati dal comandante bizantino ribelle Eufemio, per riguadagnare il suo perduto potere.
Gli angioini arrivarono nel 1266, dopo la sconfitta di Corradino, il Re bambino, nella battaglia di Tagliacozzo
I RAPPORTI TRA I SICILIANI E GLI ANGIOINI furono brevi e conflittuali. I francesi imposero una pesante pressione fiscale, confiscarono terre ai Signori, pretendevano sposare le figlie dei ricchi e ne sperperavano la dote, spogliavano dei loro averi anche i poveri, violentavano le donne ed uccidevano chi osava opporsi.
Era impossibile continuare così. Per tale motivo Il dominio angioino sull’isola, che durò appena 16 anni, (dal 1266 al 1282), fu sufficiente a far scoppiare una delle rivolte più celebri della storia europea.
Nel corso della sua esposizione il professore ha messo in evidenza che la rivolta del Vespro non fu un moto spontaneo dei siciliani, stanchi del malgoverno angioino ma piuttosto una congiura preparata in sede internazionale. A tale cospirazione avrebbero partecipato i governi europei dell’epoca come quello di Istanbul…o quello aragonese. Non c’è però alcun dubbio che ebbe grande importanza la partecipazione dei baroni isolani e dell’infaticabile Giovanni da Positano. Era costui un medico rinomato, formidabile oratore, che, viaggiando in tutta Europa, riuscì a convincere della necessità di intervenire contro Carlo I D’Angiò, cacciandolo dalla Sicilia. A tal uopo organizzò nei minimi particolari la scintilla che avrebbe infiammato gli animi degli isolani. Fu così che il 30 marzo del 1282, davanti la
Chiesa del Santo Spirito a Palermo una giovane donna sia stata gravemente offesa da un soldato di nome Drouet che, alla ricerca di eventuali armi nascoste, la palpeggiò in maniera assai inopportuna. Pare che la donna fosse proprio la figlia di Giovanni da Procida fatta venire appositamente da Napoli.
Da Palermo la rivolta dilagò in tutte le città siciliane causando la morte di migliaia di francesi. Soltanto la cittadina di Sperlinga, nelle Madonie, non partecipò alla strage ma anzi dette rifugio agli angioini evitando per sei mesi di farli catturare.
Il relatore si è anche addentrato sulle vicissitudini della IX crociata che, partita da Aigües Mortes, in Francia, arrivò a Tunisi e si concluse in un disastro a causa della peste scoppiata improvvisamente. A guidarla era Louis IX, fratello di Carlo D’Angiò che perì n quella circostanza. Sulla via del ritorno i crociati si fermarono a Trapani a causa di una tempesta e anche per l’aggravarsi del contagio, che aveva colpito gli stessi sovrani spagnoli Isabella e Teobaldo. Sulle navi, due bare: nella prima furono sistemati le ossa di San Luigi, nella seconda il cuore del Santo. Entrambi le casse furono sistemate nella chiesa dell’Annunziata, fuori le mura della città. Successivamente la cassa, con il cuore di san Luigi, fu lasciata a Monreale per essere tumulata in quella cattedrale. L’altra cassa, contenente le ossa, proseguì per Parigi, sempre via terra.
I Vespri furono così raccontati dal cronista Malaspina: “I vendicatori spietati gridavan che spegnerebber tutta la semenza francese in Sicilia; e la promessa orrendamente scioglieano scannando i lattanti sui petti alle madri e le madri da poi, né risparmiaron le siciliane gravide di francesi, con atroce supplizio squarciarono il corpo e sfracellaron miseramente ai sassi il frutto di quel mescolamento di sangue d’oppressi e d’oppressori”.
Fu una strage… I palermitani si abbandonarono ad una vera e propria caccia ai francesi, alle loro mogli e ai loro figli. Nessuno fu risparmiato: bambini strappati dal ventre delle madri, religiosi trucidati, chiese e monasteri profanati…
Si dice che i siciliani, per individuare i francesi che si travestivano, ricorrevano a un tranello mostrando loro dei ceci: chi non riusciva a pronunciare correttamente la parola ciciri (“ceci”) ma diceva “scisciri” veniva ucciso.
REBELLAMENTU O CONGIURA ORGANIZZATA DAI BARONI?
L’interpretazione del Vespro come rivolta spontanea contro gli Angioini, fu una costruzione romantica dell’ottocento, secondo gli ideali risorgimentali. Gli artefici della rivolta furono Giovanni da Procida (il personaggio principale), Alaimo da Lentini, Gualtieri di Caltagirone e il trapanese Palmerio Abate, uno dei maggiori artefici dell’insurrezione.
Fu firmatario del documento con cui i baroni siciliani invitavano Pietro III d’Aragona a venirli a liberare dall’oppressione angioina.
Palmerio Abate viveva nel cuore del quartiere antico di Trapani. La sua abitazione si affacciava sulla via Torrearsa, non lontano dal porto. Ogni sera, Palmerio si incontrava in segreto con Alaimo da Lentini e Gualtiero da Caltagirone presso una cappella nascosta dietro l’attuale Chiesa di San Lorenzo dove un frate li proteggeva dalle spie angioine.
Giovanni da Procida, l’anima della rivolta, arrivò a Trapani travestito da mercante amalfitano. Venne ospitato da una famiglia alleata, forse i Fardella, in una casa vicino alla futura Torre di Ligny, vcino lo Scoglio del Malconsiglio.
Nel 1282 la torre di ligny non esisteva ancora. La torre sarebbe arrivata molto più tardi, quale fortificazione contro le incursioni saracene. Fu costruita nel 1671, durante la dominazione spagnola. Cosa c’era al suo posto? Al tempo dei Vespri, l’area era una stretta lingua di terra rocciosa sul mare. il luogo era comunque un punto strategico e fu proprio sullo Scoglio del Malconsiglio che, secondo la leggenda, Palmerio Abate e i suoi compagni si riunirono per organizzare la rivolta.
Gli angioini non si rassegnarono mai alla perdita della Sicilia. Inutilmente lottarono contro gli aragonesi. Una battaglia importante tra i due popoli fu la battaglia della Falconara. Fu combattuta sulla piana tra Trapani e Marsala, distante dal mare 2 km.
Durante la battaglia le navi angioine erano disposte lungo la costa ma assolutamente impotenti. Quando nel corso dello scontro, fu chiara la loro sconfitta, gli angioini fuggirono precipitosamente verso le navi.
Sopravvissero in pochi. Molti furono fatti prigionieri. Quelli che riuscirono ad allontanarsi, si salvarono sulle navi giungendovi a notte inoltrata. La guerra si concluse con la pace di Caltabellotta nel 1302 nella maniera seguente: La Sicilia agli aragonesi – Napoli agli angioini – La riunificazione sotto gli angiolini dopo la morte di Federico III d’Aragona. La riunificazione del Regno tuttavia non si verificò mai. Il Parlamento Siciliano non ratificò il trattato e Federico d’Aragona rivendicò il titolo di re di Sicilia per il proprio figlio Pietro.
UN’OMBRA SULLA RIVOLTA GIUDICATA EROICA
Il comportamento dei siciliani durante i Vespri è valutato in modo contrastante: da un lato: un atto di patriottismo contro l’oppressione francese, giustificato dalla necessità di liberarsi da tasse e soprusi. dall’altro lato: “massacri” e “violenza” evidenziano l’aspetto brutale e sanguinoso della rivolta. la storiografia francese ne dà un giudizio assai negativo: non si può ignorare la scelleratezza con cui furono assassinati i francesi. 1209 –
MA… I FRANCESI FECERO DI PEGGIO CONTRO I CATARI.
I catari si autodefinivano boni christiani, perfecti e si contrapponevano alla chiesa cattolica.
Massacro di Béziers:
il 22 luglio 1209 la popolazione della città fu trucidata per mano dell’esercito che intendeva sopprimere il catarismo dalla Linguadoca.
A CAPO DEI CROCIATI: L’ABATE DI CITEAUX, ARNAUD AMAURY
.
L’esercito arrivò a Béziers il 21 luglio. il vescovo di Béziers cercò di negoziare per evitare spargimenti di sangue. Fu raggiunto un accordo: la città sarebbe stata risparmiata se si fossero consegnati tutti i suoi cittadini eretici; purtroppo un’assemblea, tenutasi nella cattedrale, respinse la proposta. PERIRONO QUASI 20.000 PERSONE – I soldati invasero le strade, uccidendo e saccheggiando; neppure i luoghi sacri, come le chiese, fornirono protezione.
Quando si scoprì che gli eretici si nascondevano tra i cattolici ed era difficile distinguerli, domandarono all’abate: “Signore, cosa dobbiamo fare?”. L’abate rispose: Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi! Nessuno fu risparmiato indipendentemente da rango, sesso o età.
– IL MASSACRO DEGLI UGONOTTI
La notte di Saint Barthélémie è il nome della strage compiuta in Francia nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572. Invitati alle nozze tra Henri de Navarre e Marguerite, figlia della regina Cathérine de Médicis, circa 30.000 ugonotti furono assassinati a tradimento. Le nozze dovevano servire per riconciliare cattolici e ugonotti. La strage iniziò con l’omicidio di Coligny e altri leader ugonotti. L’ordine del re di fermare la strage il 24 agosto, non fu rispettato e il massacro continuò. Furono assassinati anche donne bambini.
La sainte Barthélémie è considerata il peggiore massacro del secolo. Eventi come i Vespri Siciliani mostrano che la violenza può essere percepita come giusta risposta all’oppressione creando narrazioni eroiche che, tuttavia, non giustificano le atrocità commesse.
In occasione dell’apertura del nuovo Anno accademico, il Consiglio Direttivo ha organizzato per Sabato 25 Ottobre 2025 un’escursione secondo il seguente programma:
ore 8.00 Partenza – Piazza XXI aprile
ore 9.15 Arrivo Trinità di Delia
ore 9.15 – 10.00 Visita guidata del monumento arabo-normanno e del mausoleo Saporito
ore 10.00 Partenza per Castelvetrano
ore 10.15 Arrivo a castelvetrano
ore 10.15 – 12.00 Visita guidata della chiesa di san Domenico-della Cappella Sistina della Sicilia e della tomba del “Magnus siculus”, il principe di Castelvetrano
ore 12.00 – Partenza per Gibellina vecchia
ore 12.30 – 13,00 Visita guidata del Cretto Burri
ore 13.00 – Partenza per Gibellina nuova
ore 13.30 – 16.00 Pranzo al ristorante Mood
ore 16.00 – 17.30 Visita guidata Museo delle trame mediterranee
ore 17.30 – 18.30 Visita guidata Museo di arte contemporanea (MAC)
ore 18.30 – 19.30 Opere d’arte all’aperto (Carla Accardi, Consagre, ecc.
ore 19.30 – 21.00 Ritorno a Trapani
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RISTORANTE – PIZZERIA – CIGAR LOUNGE – GIBELLINA
MENU PESCE
Insalata di polpo e patate
Polpettina di pesce
Caponata di pesce spada
Frittura dorata di anelli di calamari
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Risotto con vellutata di zucchine, gambero rosa di Sciacca e mollica tostata
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Busiata con spada, melanzane e mentuccia
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Sorbetto al limone
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Cannolo siciliano
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Acqua
Vino

Il gorno 24 ottobre p.v. alle ore 17.30, avrà luogo la cerimonia di inizio delle attività della Libera Università Tito Marrone.
L’inaugurazione di questo XIX anno accademico si terrà nell’usuale sede dell’Istituto tecnico industriale L. da Vinci a Trapani. Nel corso dell’incontro, il nostro Presidente, prof. Antonino Tobia, terrà una relazione sul tema della Pace:
“La pace non è tregua”
ATTENZIONE
L’indirizzo del presente sito è:
www. libera-universita-tito-marrone-trapani.it
Con il concerto del Coro della nostra Università si è completato il XVIII anno di attività.
Sono stati esguiti brani popolari degli anni ’30 e ’40 secondo la scaletta seguente:

PRIMA PARTE
EULALIA TORRICELLI
SMILE
BAMBINA INNAMORATA
BESAME MUCHO
CAMMINANDO SOTTO LA PIOGGIA
QUEL MOTIVETTO CHE MI PIACE…
LE SIRENE DEL BALLO
LA SPAGNOLA
SECONDA PARTE
IN THE MOOD (ritmomania)
MARAMAO PERCHÉ SEI MORTO
SILENZIOSO SLOW
TORNERAI
GELOSIA
ETERNAMENTE
MARECHIARE
FUNICULI’ FUNICULA’
CORISTI
ADAMO ROSA
AUGUGLIARO VITINA
BONANNO ANNA
CARUSO CARLO
CIOTTA MARIUCCIA
CIOTTA PINO
DI GENOVA FRANCO
DI GREGORIO PINA
EMANUELE MARIELLA
FONTANA ROSALBA
FORTUNA FILIANA
GRECO GIACOMA
MAGADDINO DINA
MICELI ANNA ELISA
MOCATA GIUSY
MONACO EDOARDO
MORFINO ROSA
NICOLETTI YLENIA
NORRITO ROSETTA
VIA RITA
UZZO SILVANA
Ha diretto il Coro Giovanna Busacca
Al pianoforte: Liviana Latino e Rosa Sanci
All’esibizione del Coro è seguita la tradizionale conviviale presso il ristorante “La caravella”

Nel corso della serata è stato pure premiato il tecnico collaboratore dell’Università, Rocco Barbara, con la consegna di un meritato attestato da parte del Consiglio Direttivo.
Si comunica che a partire dal mese prossimo le relazioni saranno pubblicate esclusivamente su questo nuovo sito il cui indirizzo è: libera-universita-tito-marrone-trapani.it