Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni,
Platone, nel dialogo La Repubblica, considerava la pace
E ancora Aristofane nella sua celebre commedia Lisistrata
Il filosofo tedesco analizza le condizioni
Nella Prefazione alla Pace Perpetua del 1985 Norberto Bobbio commentava con un
che visse la tragica esperienza delle due Guerre mondiali:
Salvatore Quasimodo prende le
si legge nell’Epitaffio sulla lapide dei martiri dell’Olocausto nucleare di Hiroshima).
Palmiro Togliatti, segretario del PCI, in qualità di Ministro di Grazia e Giustizia, varò
Chiesa del Santo Spirito a Palermo una giovane donna sia stata gravemente offesa da un soldato di nome Drouet che, alla ricerca di eventuali armi nascoste, la palpeggiò in maniera assai inopportuna. Pare che la donna fosse proprio la figlia di Giovanni da Procida fatta venire appositamente da Napoli.
Da Palermo la rivolta dilagò in tutte le città siciliane causando la morte di migliaia di francesi. Soltanto la cittadina di Sperlinga, nelle Madonie, non partecipò alla strage ma anzi dette rifugio agli angioini evitando per sei mesi di farli catturare.
Il relatore si è anche addentrato sulle vicissitudini della IX crociata che, partita da Aigües Mortes, in Francia, arrivò a Tunisi e si concluse in un disastro a causa della peste scoppiata improvvisamente. A guidarla era Louis IX, fratello di Carlo D’Angiò che perì n quella circostanza. Sulla via del ritorno i crociati si fermarono a Trapani a causa di una tempesta e anche per l'aggravarsi del contagio, che aveva colpito gli stessi sovrani spagnoli Isabella e Teobaldo. Sulle navi, due bare: nella prima furono sistemati le ossa di San Luigi, nella seconda il cuore del Santo. Entrambi le casse furono sistemate nella chiesa dell'Annunziata, fuori le mura della città. Successivamente la cassa, con il cuore di san Luigi, fu lasciata a Monreale per essere tumulata in quella cattedrale. L'altra cassa, contenente le ossa, proseguì per Parigi, sempre via terra.
I Vespri furono così raccontati dal cronista Malaspina: “I vendicatori spietati gridavan che spegnerebber tutta la semenza francese in Sicilia; e la promessa orrendamente scioglieano scannando i lattanti sui petti alle madri e le madri da poi, né risparmiaron le siciliane gravide di francesi, con atroce supplizio squarciarono il corpo e sfracellaron miseramente ai sassi il frutto di quel mescolamento di sangue d'oppressi e d'oppressori”.
Fu una strage… I palermitani si abbandonarono ad una vera e propria caccia ai francesi, alle loro mogli e ai loro figli. Nessuno fu risparmiato: bambini strappati dal ventre delle madri, religiosi trucidati, chiese e monasteri profanati…
Si dice che i siciliani, per individuare i francesi che si travestivano, ricorrevano a un tranello mostrando loro dei ceci: chi non riusciva a pronunciare correttamente la parola ciciri ("ceci") ma diceva “scisciri” veniva ucciso.
REBELLAMENTU O CONGIURA ORGANIZZATA DAI BARONI?
L'interpretazione del Vespro come rivolta spontanea contro gli Angioini, fu una costruzione romantica dell'ottocento, secondo gli ideali risorgimentali. Gli artefici della rivolta furono Giovanni da Procida (il personaggio principale), Alaimo da Lentini, Gualtieri di Caltagirone e il trapanese Palmerio Abate, uno dei maggiori artefici dell’insurrezione.
Fu firmatario del documento con cui i baroni siciliani invitavano Pietro III d'Aragona a venirli a liberare dall'oppressione angioina.
Palmerio Abate viveva nel cuore del quartiere antico di Trapani. La sua abitazione si affacciava sulla via Torrearsa, non lontano dal porto. Ogni sera, Palmerio si incontrava in segreto con Alaimo da Lentini e Gualtiero da Caltagirone presso una cappella nascosta dietro l’attuale Chiesa di San Lorenzo dove un frate li proteggeva dalle spie angioine.
Giovanni da Procida, l’anima della rivolta, arrivò a Trapani travestito da mercante amalfitano. Venne ospitato da una famiglia alleata, forse i Fardella, in una casa vicino alla futura Torre di Ligny, vcino lo Scoglio del Malconsiglio.
Nel 1282 la torre di ligny non esisteva ancora. La torre sarebbe arrivata molto più tardi, quale fortificazione contro le incursioni saracene. Fu costruita nel 1671, durante la dominazione spagnola. Cosa c’era al suo posto? Al tempo dei Vespri, l’area era una stretta lingua di terra rocciosa sul mare. il luogo era comunque un punto strategico e fu proprio sullo Scoglio del Malconsiglio che, secondo la leggenda, Palmerio Abate e i suoi compagni si riunirono per organizzare la rivolta.
Gli angioini non si rassegnarono mai alla perdita della Sicilia. Inutilmente lottarono contro gli aragonesi. Una battaglia importante tra i due popoli fu la battaglia della Falconara. Fu combattuta sulla piana tra Trapani e Marsala, distante dal mare 2 km.
Durante la battaglia le navi angioine erano disposte lungo la costa ma assolutamente impotenti. Quando nel corso dello scontro, fu chiara la loro sconfitta, gli angioini fuggirono precipitosamente verso le navi.
Sopravvissero in pochi. Molti furono fatti prigionieri. Quelli che riuscirono ad allontanarsi, si salvarono sulle navi giungendovi a notte inoltrata. La guerra si concluse con la pace di Caltabellotta nel 1302 nella maniera seguente: La Sicilia agli aragonesi - Napoli agli angioini - La riunificazione sotto gli angiolini dopo la morte di Federico III d’Aragona. La riunificazione del Regno tuttavia non si verificò mai. Il Parlamento Siciliano non ratificò il trattato e Federico d’Aragona rivendicò il titolo di re di Sicilia per il proprio figlio Pietro.
UN'OMBRA SULLA RIVOLTA GIUDICATA EROICA
Il comportamento dei siciliani durante i Vespri è valutato in modo contrastante: da un lato: un atto di patriottismo contro l'oppressione francese, giustificato dalla necessità di liberarsi da tasse e soprusi. dall'altro lato: "massacri" e "violenza" evidenziano l'aspetto brutale e sanguinoso della rivolta. la storiografia francese ne dà un giudizio assai negativo: non si può ignorare la scelleratezza con cui furono assassinati i francesi. 1209 -
MA… I FRANCESI FECERO DI PEGGIO CONTRO I CATARI.
I catari si autodefinivano boni christiani, perfecti e si contrapponevano alla chiesa cattolica.
Massacro di Béziers:
il 22 luglio 1209 la popolazione della città fu trucidata per mano dell'esercito che intendeva sopprimere il catarismo dalla Linguadoca.
A CAPO DEI CROCIATI: L’ABATE DI CITEAUX, ARNAUD AMAURY
.
L'esercito arrivò a Béziers il 21 luglio. il vescovo di Béziers cercò di negoziare per evitare spargimenti di sangue. Fu raggiunto un accordo: la città sarebbe stata risparmiata se si fossero consegnati tutti i suoi cittadini eretici; purtroppo un'assemblea, tenutasi nella cattedrale, respinse la proposta. PERIRONO QUASI 20.000 PERSONE - I soldati invasero le strade, uccidendo e saccheggiando; neppure i luoghi sacri, come le chiese, fornirono protezione.
Quando si scoprì che gli eretici si nascondevano tra i cattolici ed era difficile distinguerli, domandarono all'abate: "Signore, cosa dobbiamo fare?". L'abate rispose: Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi! Nessuno fu risparmiato indipendentemente da rango, sesso o età.
- IL MASSACRO DEGLI UGONOTTI
La notte di Saint Barthélémie è il nome della strage compiuta in Francia nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572. Invitati alle nozze tra Henri de Navarre e Marguerite, figlia della regina Cathérine de Médicis, circa 30.000 ugonotti furono assassinati a tradimento. Le nozze dovevano servire per riconciliare cattolici e ugonotti. La strage iniziò con l'omicidio di Coligny e altri leader ugonotti. L'ordine del re di fermare la strage il 24 agosto, non fu rispettato e il massacro continuò. Furono assassinati anche donne bambini.
La sainte Barthélémie è considerata il peggiore massacro del secolo. Eventi come i Vespri Siciliani mostrano che la violenza può essere percepita come giusta risposta all’oppressione creando narrazioni eroiche che, tuttavia, non giustificano le atrocità commesse. Con il concerto del Coro della nostra Università si è completato il XVIII anno di attività.
Sono stati esguiti brani popolari degli anni '30 e '40 secondo la scaletta seguente:

PRIMA PARTE
EULALIA TORRICELLI
SMILE
BAMBINA INNAMORATA
BESAME MUCHO
CAMMINANDO SOTTO LA PIOGGIA
QUEL MOTIVETTO CHE MI PIACE…
LE SIRENE DEL BALLO
LA SPAGNOLA
SECONDA PARTE
IN THE MOOD (ritmomania)
MARAMAO PERCHÉ SEI MORTO
SILENZIOSO SLOW
TORNERAI
GELOSIA
ETERNAMENTE
MARECHIARE
FUNICULI’ FUNICULA’
CORISTI
ADAMO ROSA
AUGUGLIARO VITINA
BONANNO ANNA
CARUSO CARLO
CIOTTA MARIUCCIA
CIOTTA PINO
DI GENOVA FRANCO
DI GREGORIO PINA
EMANUELE MARIELLA
FONTANA ROSALBA
FORTUNA FILIANA
GRECO GIACOMA
MAGADDINO DINA
MICELI ANNA ELISA
MOCATA GIUSY
MONACO EDOARDO
MORFINO ROSA
NICOLETTI YLENIA
NORRITO ROSETTA
VIA RITA
UZZO SILVANA
Ha diretto il Coro Giovanna Busacca
Al pianoforte: Liviana Latino e Rosa Sanci
All'esibizione del Coro è seguita la tradizionale conviviale presso il ristorante "La caravella"

Nel corso della serata è stato pure premiato il tecnico collaboratore dell'Università, Rocco Barbara, con la consegna di un meritato attestato da parte del Consiglio Direttivo.
L’ invecchiamento è il processo di molteplici mutamenti che nel tempo si verificano nell’organismo. E’ il processo graduale di vari cambiamenti del corpo che hanno inizio intorno ai 30 anni. Su questo argomento ha disquisito il dott. Tommaso Di Bella con la sua solita chiarezza e precisione.



Madame de Staël se rendit célèbre avec les oeuvres: "Lettres sur les écrits et "Le caractère de Jean Jacques Rousseau" - "De l’influence des passions sur le bonheur des individus et des nations" - écrites selon l’enseignement de l’auteur du Contrat social et dans lesquelles nous voyons apparaître l’idéologie romantique.
En 1800, elle publie une oeuvre plus importante, qui s’inspire de l’esprit de Montesquieu: "De la littérature considérée dans ses rapports avec les institutions sociales".
Suspecte à la censure pour ses idées libérales et à cause de ses intrigues politiques, elle se réfugia plusieurs fois à Coppet, malgré la tentative de se lier d’amitié avec Napoléon.
M.me de Staël voyagea beaucoup, et s’arrêta longtemps en Allemagne, Italie et Autriche. Ces voyages auront une importance notable pour sa production et son séjour en Italie lui inspira "Corinne ou l’Italie", écrit en faveur de la condition féminine. Dans ce roman Mme de Staël décrit l’Italie comme le pays de la poésie enthousiaste, de la beauté, destiné à un grand avenir si l’on considère son passé glorieux.. Tandis que son séjour en Allemagne la porta à composer "De l’Allemagne".
Cette dernière oeuvre lui assura une grande réputation car elle fut considérée comme le manifeste du romantisme naissant, en Italie comme en France. La première édition de ce livre fut détruite sur l’ordre de Napoléon. Une nouvelle édition fut publiée à Londres, et à Paris, après la chute de Napoléon.
Dans ce traité, Mme de Staël donne une description du pays, et présente le peuple allemand comme sentimental et cultivé. Puis elle étudie les genres littéraires et présente la poésie romantique allemande. La philosophie allemande n’est pas négligée pour autant, et l’auteur cherche à démontrer son influence sur les arts et les sciences. Les nouveautés de ce livre étaient nombreuses et en conséquence il eut une grande influence en Italie et en France.
Leonardo A. Greco